Carezze: 5 regole assurde che ci condizionano


Abbiamo visto quanto sia importante scambiarsi carezze (utilizzo il termine carezze nel senso in cui si intende in Analisi Transazionale, ovvero come "unità di ricoscimento") per il nostro benessere.

Eppure, secondo Claude Steiner e la sua teoria sulla "economia delle carezze", molti di noi hanno appreso nell'infanzia un regime restrittivo per quel che riguarda le carezze. Come se fossero "limitate nella quantità" o fosse necessario "maneggiarle con cura".

Per questo spesso, senza rendercene conto, ci atteniamo a queste 5 assurde regole:

1- Non dare carezze quando ne hai da dare

(in buona sostanza, "non essere troppo complimentoso, non manifestare il tuo affetto o la tua ammirazione, trattieniti...")

Spesso tratteniamo riconoscimenti per paura di essere derisi o rifiutati. O perché abbiamo imparato che non va bene mostrarsi "sdolcinati" o troppo generosi. O perché noi stessi non ne abbiamo ricevuti molti.

Quante volte pensiamo qualcosa di bello di qualcuno ma ci tratteniamo dal dirglielo? Perché lo facciamo?

Forse invece farebbe bene ad entrambi scambiarsi questa carezza, a chi la dà e a chi la riceve!

2- Non chiedere carezze quando ne hai bisogno

Perché non dovremmo chiedere ciò di cui abbiamo bisogno? Che sia un abbraccio, un "ti voglio bene" o un "sei stata brava", se ci serve sentirlo perché non domandarlo?

Forse qualcuno di voi pensa che una carezza richiesta valga meno di una spontanea?

Per quale motivo? Il fatto che l'abbiamo richiesta non significa che non venga fatta con il cuore... E se per caso non fosse una carezza autentica, ce ne accorgeremmo.

3- Non accettare carezze che desideri

Quante volte mi capita in studio, con le persone con cui lavoro.

"Sei stata davvero brava in questo!"

"Macché brava! è stata fortuna..."

"Rimbalzare" le carezze, in quanti lo fanno?

Non permettiamo a quel complimento, o a quella manifestazione d'affetto, di scaldarci. Non le diamo importanza, la svalutiamo... vi capita mai?

E se provassimo ad accettare le carezze quando le desideriamo? Senza ribattere tutte le volte?

4- Non rifiutare le carezze che non desideri

Con quelle negative, o che non ci piacciono, invece, ci riesce molto più difficile rimbalzarle.

Una svalutazione o un'offesa lasciano facilmente il segno, rimangono impresse nella nostra mente, le accogliamo dentro di noi come ospiti d'onore.

5- Non darti carezze

"Chi si loda s'imbroda..."

Per tanti è molto più facile svalutarsi che dirsi "sono in gamba!". Come abbiamo già visto il nostro dialogo interno è molto importante, e quello che ci diciamo fa la differenza.

Fare a noi stessi una carezza positiva, un incoraggiamento, un complimento, può servirci ad affrontare le situazioni in maniera diversa.

Può darsi che queste cinque regole riguardino anche te, oppure solo alcune. Una riflessione a questo proposito può portarci a comprendere la nostra "economia delle carezze" e a cambiare qualcosa!

Se ad esempio tendiamo a non chiedere carezze anche se ne abbiamo bisogno, potremmo provare a farlo e vedere che risultati otteniamo.

È importantissimo diventare consapevoli che le carezze sono disponibili in quantità illimitata! E non hanno controindicazioni ;)

Bibliografia:

Steiner, C., The stroke economy, in TAJ 1, 3, 1971, pp. 09-15

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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