Come "filtri" i complimenti?


L'IMPORTANZA DELLE CAREZZE

Abbiamo già parlato dell'importanza di ricevere "carezze" (nel senso in cui si intende in Analisi Transazionale), ovvero di sentirsi visti dagli altri attraverso un saluto, un sorriso, un abbraccio, un complimento.

E abbiamo visto come anche una sgridata sia meglio di niente ("meglio una carezza negativa che nessuna carezza"), al punto che certe volte ci si comporta in maniera spiacevole con l'obiettivo di non sentirsi trasparenti.

Ci sono persone molto avare di carezze positive, ovvero che stentano a dire un "brava" o un "ti voglio bene".

Ma c'è anche chi è generoso di carezze, e ci dona con sincerità complimenti e spesso ci fa notare cosa apprezza di noi.

RIFIUTARE LE CAREZZE POSITIVE

Eppure, anche quando riceviamo delle belle parole, non sempre arrivano a segno. E non sto parlando di quando le sentiamo false.

Sto parlando di quando le sentiamo spontanee, reali, eppure noi non le "facciamo entrare".

Talvolta le "rimbalziamo", attraverso l'ironia, ad esempio.

"Come sei stato bravo!"

"Eh, come no... un fenomeno!"

"Sei bellissima stasera!"

"Macché bellissima! Non vedi che capelli che ho?"

Altre volte cambiamo discorso, o ci imbarazziamo, o facciamo una risatina, oppure stiamo zitti ma dentro di noi non permettiamo a quel complimento di lasciare alcun segno.

Perché non permettiamo a un complimento autentico di entrare dentro di noi e scaldarci?

IL FILTRO DELLE CAREZZE

Questo, secondo C. Steiner e gli analisti transazionali, ha a che fare con il nostro "filtro delle carezze", che può essere a maglie strette o larghe, e ha a che fare con l'idea che abbiamo di noi stessi.

Se, ad esempio, ci sentiamo profondamente "non ok" cercheremo nelle parole e negli sguardi degli altri la conferma di questa convinzione. Per questo "selezioneremo" solo ciò i messaggi di un certo tipo e accoglieremo più facilmente una svalutazione o un'offesa, piuttosto che un complimento o una gentilezza.

Se, ad esempio, pensiamo di essere intelligenti ma brutti, accoglieremo un complimento sulle nostre capacità intellettive e probabilmente troveremo il modo di scansare quello sulle nostre qualità estetiche.

Facciamo caso a come funziona il nostro "filtro delle carezze", ci può dare delle informazioni importanti su di noi.

E tu come reagisci quando ti fanno un complimento? Ti imbarazzi e lo sminuisci, oppure ti apri e lo accogli, con gratitudine e un sorriso?

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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