Le posizioni esistenziali, ovvero: cosa pensiamo di noi e degli altri?


Con quale spirito affrontiamo gli altri? Stiamo bene nei nostri panni oppure no?

Immaginiamoci di recarci ad un appuntamento di lavoro lontano da casa. Una volta giunti al punto di ritrovo ci accorgiamo che non è presente nessuno dei colleghi che avrebbe dovuto esserci. Qual è il primo pensiero che scatta nella nostra testa?

Uno potrebbe essere:

"Avrò capito male... sono il solito distratto! Non capisco mai niente di quello che mi dicono!"

Oppure:

"I miei colleghi sono delle persone pessime, inaffidabili e irrispettose!"

Quale delle due precedenti affermazioni sentiamo più nostra?

Quando succede qualcosa di spiacevole, tendiamo a sentirci immediatamente in colpa oppure attribuiamo la responsabilità agli altri? O nessuna delle due?

Il modo in cui vediamo noi stessi e gli altri, secondo l'analisi transazionale, ci divide in 4 grandi gruppi, che corrispondono alle 4 posizioni esistenziali.

Eccole:

1- io sono ok, tu sei ok :)

La posizione auspicabile, di chi crede in se stesso, e negli altri. Di chi sta bene in compagnia, si relaziona in maniera sana e alla pari.

2- io sono ok ma tu non sei ok!

Questa è la posizione di chi tende ad addossare agli altri la responsabilità delle proprie disgrazie, è soggetto a irritabilità, superiorità, sospettosità e tende a fidarsi solo di se stesso.

3- io non sono ok, invece tu sì che sei ok!

Posizione tipica di chi si sente sempre inferiore agli altri, e avverte uno stato di inadeguatezza e senso di colpa.

4- io non sono ok e tu neanche! :(

Questa è una posizione legata a disperazione e impotenza.

Secondo Berne e l'analisi transazionale, durante la giornata cambiamo spesso "posizione esistenziale" però ce n'è una che ci caratterizza maggiormente e in cui tendiamo a tornare.

Avete riconosciuto la vostra?

Capirlo può esserci utile anche per comprendere alcuni nostri comportamenti, ad esempio. Se quando siamo arrabbiati ci teniamo tutto dentro, e se tendiamo a reprimere le nostre esigenze e i nostri bisogni, questo potrebbe essere legato ad un'immagine di se stessi "non ok" rispetto agli altri.

Al contrario, se siamo esplosivi e fumini e pensiamo che tutto ci sia dovuto, chiediamoci da dove origini questo senso di superiorità!

L'idea che abbiamo di noi e degli altri ha origini antiche ed è radicata in fondo a noi stessi. Ma non questo per questo è immodificabile. Certe volte in terapia l'obiettivo è proprio quello di smettere di sentirsi "non ok".

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

via bure vecchia nord, 115

pistoia

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