Le emozioni: è rabbia o dolore?


Ripensiamo alla nostra infanzia: nella nostra famiglia non si poteva mangiare sul divano, mentre in quella della nostra amica del cuore sì. Nella sua non si poteva mai dormire nel lettone, mentre da noi qualche volta succedeva. E così via.

In ogni nucleo familiare ci sono dei comportamenti permessi, e altri no.

In un certo senso si potrebbe affermare che la stessa cosa valga per le emozioni. In quasi tutte le famiglie ci sono delle emozioni che possono circolare più liberamente di altre. Ci sono emozioni più o meno permesse, ed altre invece più o meno vietate.

"Nella mia famiglia non si litigava mai. La rabbia era tabu! La mia mamma andava in ansia appena si alzava la voce e subito ci diceva: non litigherete mica, eh!"

Ci sono persone a cui è stato insegnato ad evitare la rabbia, mentre potevano più facilmente permettersi di essere tristi o impaurite.

Per altri invece la tristezza era vietata: "Non c'è bisogno di piangere! Forza e coraggio!"

Di conseguenza ognuno di noi ha un rapporto diverso con ogni emozione: c'è chi vive a braccetto con la paura ma difficilmente si concede la tristezza, chi piange di dolore ma non esprime quasi mai la rabbia, e così via.

Per questo motivo a volte capita di sostituire un'emozione con un'altra. Se mi permetto la rabbia ma non il dolore, potrebbe succedermi di sentire ed esprimere rabbia anche in occasione di un evento luttuoso e triste. Se invece piango più facilmente di quanto affronti il conflitto, può essere che mi ritrovi a sentirmi triste per un'ingiustizia subita, ma che questa tristezza non mi sia funzionale ad affrontare la situazione e sanare l'ingiustizia.

In Analisi Transazionale si parla di emozioni autentiche ed emozioni parassita.

Le emozioni autentiche sono quelle realmente provate in una determinata occasione.

Le emozioni parassita sono quelle che "vanno a coprire" quelle autentiche. Si tratta di emozioni "apprese e incoraggiate" durante l'infanzia, come abbiamo visto.

E' come se ci sentissimo più comodi in un determinato paio di scarpe, che abbiamo sempre indossato perché quando le mettevamo ricevevamo riconoscimenti e coccole, e continuiamo a portarle con naturalezza anche quando non sono per niente adatte a quel clima o a quelle condizioni terrene.

Non è sempre semplice distinguere emozioni autentiche e parassita. Però domandarselo, soprattutto quando sentiamo che un'emozione è incoerente con la situazione vissuta, può tornarci utile.

Perché esprimere quella che è la reale emozione che proviamo dentro di noi significa essere in contatto con quello che realmente siamo.

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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