Il Bambino Ribelle: una parte di noi


Abbiamo visto come, secondo l'Analisi Transazionale, la nostra parte Bambina si suddivida in "Bambino Libero" e "Bambino Adattato" (qui l'articolo in cui ne parlo), ma gli autori hanno parlato anche di una terza possibilità: il Bambino Ribelle.

Il Bambino Ribelle è un sottotipo del Bambino Adattato, perché di fatto la ribellione è una forma di adattamento. In che senso? Quando facciamo una scelta per "opporci" al volere di qualcuno, di fatto non è una scelta libera, non è una scelta che si basa sui nostri reali bisogni, ma si basa appunto sulla necessità di quel momento di andare "in senso contrario"! Quindi è condizionata dagli altri, esattamente come quella del Bambino Adattato!

Prendiamo l'esempio di Sofia: mettiamo che sia una ragazza di 20 anni, sovrappeso, i cui genitori non sono affatto contenti del suo aspetto fisico e delle sue abitudini alimentari, e la rimproverano continuamente perché secondo loro mangia troppo e male.

Se Sofia, un giorno, di ritorno dall'università o da un allenamento impegnativo, mangia un piattone di pasta con gusto perché ha davvero tanta fame, Sofia in quel momento è nel Bambino Libero, ovvero sta ascoltando i suoi bisogni, il suo corpo, le sue necessità, senza preoccuparsi dei giudizi degli altri o di quello che si aspettano i genitori da lei: come abbiamo visto il Bambino Libero non è condizionato, non "risponde" in alcun modo alle richieste di qualcun altro, ma è solo e semplicemente in ascolto di se stesso.

Se Sofia invece mangia solamente della verdura per compiacere i suoi genitori, vederli sorridere ed evitare una sgridata (anche se avrebbe molta più fame), allora in quel momento, secondo l'Analisi Transazionale, è nel Bambino Adattato.

Se Sofia, infine, si abbuffa di cibo per "ripicca", per provocazione, per fare un dispetto ai genitori che sono insistenti e critici nel loro modo di porsi con lei, in quel caso Sofia è nel Bambino Ribelle. Cioè, la sua risposta non è libera, non è incondizionata, anzi, è decisamente condizionata da quello che i genitori vorrebbero per lei.

Vi invito quindi a stare attenti, e a farci caso: spesso, anche tra adulti, agiamo "per ribellione", soprattutto quando sentiamo forte la presenza di un genitore critico che non ci fa stare bene.

Crediamo di fare quello che più desideriamo, in realtà ciò che ci sta muovendo è la rabbia o il disappunto per una richiesta pressante, ad esempio.

Quando ci facciamo guidare dalla ribellione, il comportamento che adottiamo può risultare poco opportuno e non funzionale a noi stessi!

Come nel caso di Sofia, in cui l'aver mangiato troppo non le porta vantaggi personali e non porta nemmeno a "risolvere" la situazione critica con i genitori.

Abbiamo la percezione di avere talmente tante cose da fare, che decidiamo di immobilizzarci sul divano? Può avere a che fare con un Genitore Interno troppo richiestivo e un Bambino che di conseguenza si ribella prepotentemente?

Sono tante le situazioni in cui "ci ribelliamo" a qualcosa senza rendercene conto...

E voi? Ve ne viene in mente qualcuna? Vi va di raccontarla nei commenti?

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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