Quanto Bambino Libero c'è in te?


Ma come vorrei avere i tuoi occhi spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene quasi senza rimorsi o pentimenti ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare.

(Francesco Guccini, Culodritto)

Se ormai avete preso familiarità con uno dei concetto cardine dell'Analisi Transazionale, il GAB (lo trovate descritto qui), ora nel nostro viaggio entriamo nello specifico all'interno del cerchio in basso, quello in cui si cela la nostra parte bambina: lo Stato dell'Io Bambino, appunto.

Secondo Berne e gli analisti transazionali, la nostra parte Bambina ha a che fare con quel bambino reale che siamo stati, si porta dietro quelle emozioni, quelle strategie apprese, quell'istinto. E' il Bambino dentro di noi (nel mio caso una piccola Giulia).

E si suddivide in 2 parti: il Bambino Adattato e il Bambino Libero.

Il Bambino Adattato, come dice la parola, è quello che "si adatta", ovvero che risponde alle richieste di qualcun altro.

In che senso?

Quando eravamo piccini, eravamo molto bravi a capire cosa i nostri genitori (o chi si occupava di noi) gradiva e si aspettava da parte nostra, e spesso cercavamo di accontentarli, per compiacerli e per trarne vantaggi.

Se ad esempio avevamo genitori che tornavano dal lavoro stanchi e nervosi, può essere che avessimo preso l'abitudine, di sera, di chiuderci in camerina a giocare silenziosamente, per i fatti nostri, senza infastidirli. Se invece loro ci apprezzavano di più quando ci vedevano ridere rumorosamente, può darsi che ridessimo una volta in più, anche quando sotto sotto eravamo un po' tristi.

Anche da adulti abbiamo a che fare con un Genitore, quello che abbiamo interiorizzato dentro di noi (di cui parlo qui e qui), ma non solo: continuamente ci relazioniamo con persone che ai nostri occhi assumono un ruolo genitoriale.

In che senso?

Se il tuo datore di lavoro ti chiede, più o meno gentilmente, di recarti al lavoro anche di sabato, questa settimana, e tu, anche se avevi programmato per filo e per segno un weekend di relax in famiglia e pensi che sia profondamente ingiusto che non ti informi con preavviso dei cambiamenti di programma, rispondi "ok...certo, verrò." perché non te la senti di contraddirlo, molto probabilmente in quel momento lo hai percepito come una figura genitoriale e gli hai risposto con il tuo Stato dell'Io Bambino.

Il Bambino Adattato è positivo quando sottosta a delle regole in maniera funzionale e opportuna, per inserirsi nel contesto in cui vive: quando diciamo "grazie" o "per favore", quando al cinema spegniamo il cellulare, perché abbiamo imparato che per una buona convivenza è saggio adeguarsi alle regole imposte dalla società.

Quando invece è negativo?

Quando si conforma eccessivamente, tende ad essere sottomesso, mette in atto comportamenti ereditati dal passato, e per compiacere talvolta rinuncia totalmente a mettersi in ascolto di quello che vorrebbe.

Ad esempio, da adulti, il nostro Bambino Adattato negativo è quello che non fa notare al cameriere che il piatto appena servito è crudo o immangiabile, perché gli hanno insegnato a non dare fastidio, perciò, anche se è affamato ed arrabbiato, sorride e tace.

E' quello che lavora tutti i giorni anche oltre all'orario richiesto, perché gli hanno insegnato che quello che fa non è mai abbastanza.

E' quello che non chiede mai un abbraccio o un aiuto, anche se lo desidererebbe, perché ci hanno insegnato che è meglio cavarsela da soli.

E' quello che dopo una litigata mette il broncio, esattamente come faceva quando i suoi genitori lo sgridavano.

E' quello che a volte si sente triste e solo, perché il suo Genitore Interno lo tempesta di critiche.

Poi c'è il Bambino Libero: il Bambino che non ha a che fare con regole o limiti, ma con le emozioni pure, con l'energia, con l'autenticità. Il bambino Libero è giocoso, spontaneo e creativo.

Il bambino Libero è quello che è in contatto con le sue emozioni, con i suoi bisogni, con i suoi desideri.

E' quello che si può prendere una giornata tutta per sé e andare a passeggiare al mare, perché sente che è ciò di cui ha bisogno, è quello che balla, anche se ha sempre pensato di non essere capace, e lo fa fregandosene di ciò che pensa chi lo sta guardando.

E' quello che in terapia si fa un bel pianto, finalmente, anche se il suo Genitore Interno gli ha sempre impedito di mostrare la tristezza.

E' quello che ride di gusto, che gioca con la neve, che gioca con i figli, divertendosi. Che esprime i suoi sentimenti in maniera autentica.

Osservate i vostri figli (se ne avete) e capirete con più facilità quando si stanno adattando (più o meno positivamente) o quando sono liberi.

Poi guardate voi stessi, quanto spazio c'è per il Bambino Libero nelle vostre vite?

(E il Bambino Ribelle? Sarà argomento di un prossimo articolo! Stay tuned...)

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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