Genitore-Adulto-Bambino: il GAB


Uno dei concetti più utilizzati dell'Analisi Transazionale è il GAB, rappresentato da 3 cerchi, uno sopra l'altro. Vi è mai capitato di vederlo?

Secondo Berne quei cerchi rappresentano le 3 entità (gli stati dell'Io) che determinano i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti: si tratta del Bambino, del Genitore e dell'Adulto.

Quando quello che ci frulla in testa ha a che fare con le nostre figure genitoriali (o altre figure di riferimento significative), sta prevalendo lo stato dell'io Genitore. Ognuno di noi, nella sua storia di vita, ha interiorizzato e fatto propri messaggi genitoriali che hanno funzionato come bussola per orientarsi nella vita.

Possono essere messaggi più o meno funzionali, da "guarda prima di attraversare la strada", passando per "non ci si riposa finché non si è messo tutto in ordine", oppure "non si mostrano le proprie emozioni", "è inadeguato per una donna farsi vedere arrabbiata", "è inopportuno per un uomo farsi vedere triste", "è meglio non fidarsi troppo degli altri", "non ci si comporta così!", "è importante essere puntuali" etc. etc.

Sono infiniti questi messaggi, e spesso ci guidano in maniera più o meno consapevole nella nostra quotidianità.

Il Genitore si attiva, ad esempio, quando siamo severi con noi stessi o con gli altri (genitore normativo, positivo o negativo) oppure quando siamo affettuosi, protettivi, materni (genitore affettivo, positivo o negativo).

Quando il nostro modo di fare o di pensare ha a che fare invece con la nostra infanzia, quando sentiamo viva un'emozione bambina, allora in quel momento lo stato dell'io maggiormente energizzato è proprio il Bambino. Se ad esempio abbiamo paura, o proviamo vergogna, oppure abbiamo voglia di giocare, o di scherzare. Quando ridiamo, quando ci scappa una battuta spontanea, o quando, a testa bassa e controvoglia, ci comportiamo come il nostro capo (oppure il nostro Genitore interno) ci ha ordinato. Anche in questo caso è necessaria una distinzione, tra Bambino Adattato e Bambino Libero, che però sarà argomento di un articolo successivo.

Quando infine il mio comportamento, il mio pensiero e le mie emozioni hanno a che fare con quello che succede intorno a me, quando alla base c'è una lucida capacità di analisi della situazione, si dice che sono nello stato dell'io Adulto.

Se ad esempio dobbiamo intraprendere un viaggio, il nostro Adulto ci aiuterà a decidere quando sia meglio partire e quale mezzo di trasporto utilizzare. Lo farà basandosi su dati reali: le condizioni meteo, il costo del viaggio in auto o in treno, la comodità, la durata.

Se però, durante questo processo decisionale, intervenisse una vocina che ci dice "le donne non sanno guidare, dovresti escludere la possibilità di prendere l'auto", "sicuramente ti perderai perché non sei in grado di cavartela da sola" sarebbe utile riconoscere che quello che sta parlando è il nostro Genitore.

In risposta a questi messaggi genitoriali, se cominciamo a sentire paura, sconforto, e ci viene voglia di cancellare il nostro impegno e di chiuderci in casa a piangerci addosso, sicuramente abbiamo energizzato anche il nostro Bambino.

Potrebbe anche succedere che una vocina ci dica "che bello viaggiare in macchina, ascoltare la musica e cantare a squarciagola", e anche in quel caso si tratterebbe della parte Bambina, ma di quella che Berne chiama Il Bambino Libero.

Per il nostro benessere ed equilibrio, abbiamo bisogno che si attivino tutti e tre gli stati dell'io. L'adulto serve quando dobbiamo affrontare i problemi in maniera analitica e razionale, basandoci sulle informazioni che abbiamo e non su influenze del nostro passato. Il genitore ci fornisce le regole (genitore normativo), l'affetto e la protezione (genitore affettivo). Il bambino invece ci permette di essere spontanei, creativi, intuitivi e pieni di vita.

Riconoscete i vostri Stati dell'Io? Come va con loro? ;)

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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