Raccontami una storia


Ripensiamo alla nostra infanzia. Riusciamo a risalire ad una storia che volevamo insistentemente sentirci leggere, o raccontare? Che ogni volta che c'era da sceglierne una noi senza esitare finivamo sempre sulla stessa? C'è stato un tormentone del genere, nei primi anni della nostra vita?

Ma perché non volevamo mai cambiare? Cosa c'era di speciale in quel racconto?

Curiosamente, succede spesso che tanti anni dopo il mistero si sveli. Che dentro di noi diventi chiaro perché volevamo sempre e solo quella storia lì, e in che modo quei personaggi parlano di noi.

Eric Berne, il fondatore dell'analisi transazionale, parla di "copione di vita" per intendere una sorta di trama, che nell'infanzia inconsciamente tracciamo, di quella che sarà la nostra esistenza. Sono decisioni che prendiamo sulla base delle nostre esperienze, delle nostre caratteristiche e delle nostre relazioni più importanti. Come ci "conviene" comportarci, quali strategie adottare, quali emozioni evitare, quali missioni portare a termine. Alcuni esempi possono essere: "non mi fiderò di nessuno", "farò tutto da solo", "non sarò mai triste", "non mi separerò mai dai miei genitori". Vivere seguendo il nostro copione è indubbiamente rassicurante, ma può facilmente diventare disfunzionale e limitare la nostra libertà e le nostre possibilità di cambiamento.

Le cose che più ci colpiscono spesso hanno a che fare con noi, anche se non sempre ci è chiaro in che modo. Pensiamoci: una canzone, un film, un libro. Se lo preferiamo tra tanti è perché ci ha smosso delle emozioni importanti, perché in qualche maniera parla di noi, della nostra storia, di qualcosa che ci sta a cuore. E pensiamo che da piccoli le cose stessero diversamente?

Essere consapevoli del proprio copione è un primo passo verso la libertà, la spontaneità e il benessere.

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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