Accettarsi è uguale a rassegnarsi?



A volte mi capita che qualcuno abbia paura che “accertarsi” significhi “fermarsi”, “accontentarsi”, forse perfino “rassegnarsi”.


Mi spiego: c’è una paura irrazionale che se mettiamo a tacere il critico interiore allora poi ci rilassiamo troppo.


Come se il cambiamento venisse dai “fai schifo”, come se le offese ci aiutassero a tirar fuori il meglio di noi.

E come se uno sguardo benevolo e amorevole ci spingesse a mollare la presa.


L’avete mai pensato?

E invece le imposizioni (“devo dimagrire! Sono inguardabile!”) generano emozioni negative ci mettono in una condizione bambina, in cui non abbiamo alternative se non adattarci a testa bassa o ribellarci con rabbia.


Il vero cambiamento nasce dalla parte di noi affettiva, che si occupa dei nostri bisogni e del nostro nutrimento come farebbe con qualcuno che ama: perché, semplicemente, sei un essere speciale, e avrai cura di te.