Una lezione che ho imparato dal mio cane


La prima volta che portai la mia cucciola di cane dall'educatrice, avevo una lista di aspettative nei suoi confronti.

Trattandosi del mio primo cane, pensavo a tutte quelle cose che avrei voluto che facesse ("se la porto con me al ristorante vorrei che si accucciasse silenziosa sotto al tavolo"), e a quelle che, secondo i miei criteri, avrebbe dovuto assolutamente evitare, ad esempio alzarsi sulle zampe posteriori per appoggiare quelle anteriori (magari un po' infangate) con grande entusiasmo sui cappotti dei visitatori.

Allora l'educatrice mi insegnò subito una lezione, semplice ma essenziale, che da allora mi guida nel mio rapporto con i miei animali e non solo.

Mi disse, semplicemente: "Prima di pretendere qualcosa da lei, assicurati che siano soddisfatti i suoi bisogni".

E' un cane soddisfatto e felice? Allora sicuramente cercherà con piacere di accontentare la maggior parte delle tue richieste.

"E quali sono i bisogni di un cane?", mi sono domandata.

E ho scoperto che sono diversi per ognuno di loro, a seconda della razza, ma anche delle loro caratteristiche personali.

Mangiare, bere e dormire, ok, quello vale per tutti.

Poi ci sono i cani, ad esempio, che hanno bisogno di correre, quelli che devono passare parecchio tempo con i loro umani di riferimento e chi (come la mia) trova la felicità quando si può immergere nell'acqua gelida di un fiume o in quella torbida di una pozzanghera.

Ma i loro bisogni vanno scoperti, con un atteggiamento curioso, giorno dopo giorno, senza darli per scontati, e prendendosene cura.

Tutto questo per dire che ripenso spesso a quelle parole anche durante il mio lavoro con le persone, ad esempio quando ho a che fare con dei genitori.

Ed ecco alcune cose che ho imparato:

1- Quando il rapporto con un bimbo (ma non solo!) appare un po' complicato e le proprie richieste vengono tutt'altro che esaudite, può essere utile domandarsi se può avere a che fare con qualche bisogno insoddisfatto di quella persona: uno fra tutti, il bisogno di essere visti...

2- Non dare per scontati i bisogni degli altri, e in particolare dei figli: c'è il bimbo che ha necessità di fare tante attività diverse per stare bene, e c'è quello invece che ha necessità di più tempi morti, che ha ritmi più lenti, che trae piacere dalla noia e dalla solitudine. C'è il bimbo che ha bisogno di regole ferree e quello che ha necessità di ricevere quasi esclusivamente dei permessi...

3- Tenere a bada le proprie aspettative!

Tutto questo ovviamente vale anche se si prende in considerazione il rapporto con se stessi. Io, come genitore di me stesso, pretendo solo o mi do anche?

Che ne pensate?

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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