Come gestire la gelosia tra fratelli


Semplice? Decisamente no!

Mi piace immaginare il rapporto fra fratelli come una piantina delicata, che potenzialmente potrebbe dar vita a un fiore preziosissimo, unico nella sua bellezza e dai colori intensi, ma che è necessario curare con molta attenzione.

Si nasce rivali in amore. Consapevoli o meno, è questo che entra in gioco quel giorno in cui si smette d'esser figli unici. Ce lo possono descrivere come un regalo, e molto probabilmente lo sarà (spesso sarà il più bello, tra i regali), ma per apprezzarne il buono ci vorrà del tempo. In principio è una minaccia. Una minaccia a ciò che abbiamo di più caro: l'amore dei genitori. I loro occhi, le loro cure, le loro attenzioni, le loro conferme, loro.

Perciò non diciamo ai bambini di non essere gelosi.

WInnicott, a questo proposito, ha detto: "la gelosia è normale e salutare. La gelosia nasce dal fatto che i bambini amano. Se non sono capaci di amore, non dimostrano nemmeno gelosia".

Sì alla gelosia, quindi!

1- "E' ok essere gelosi!"

Che grande conquista quando i bambini si sentono liberi di comunicarci le loro emozioni! Ringraziamoli per questo, apprezziamo la centralità di quel momento, legittimiamo loro la possibilità di provare ciò che stanno provando.

Il rischio, se non lo facciamo, è che si sentano sbagliati o cattivi se questa storia del fratellino non li convince del tutto. Invece è giusto che sappiano che è del tutto normale non sopportare il nuovo arrivato, e ci sta che si sentano divisi in due, tra affetto e ostilità. Invitiamoli a parlarcene e cerchiamo di comprenderli, di sintonizzarci con quel loro stato d'animo. D'altronde ci sarà capitato di provare qualcosa di simile, o no?

2- Offrire conferme del proprio amore

Se la gelosia origina dalla paura di perdere l'amore, viene di conseguenza che ora più che mai il cucciolo (che abbia 2 anni o 10) ha necessità di una certezza: l'amore. Incondizionato.

Che sia arrabbiato, ostile, che ci sottoponga a dure prove, che faccia i dispetti per attirare l'attenzione. Ritagliamoci momenti per dirgli quanto lo amiamo. In maniera spontanea, così come viene. Senza l'ansia di dover distribuire equamente baci e coccole tra i vari pargoli. Non tutti hanno necessità della stessa dose.

3- Limitiamo i confronti

Né in un senso né nell'altro. Non è dicendo al grande che il piccolino è meno bello o meno bravo che si risolve il problema, perché questo alimenterà comunque l'idea di una competizione di fondo, aspetti di rivalità. Nel sentirsi favoriti potrebbero comunque pensare: "oggi vinco, ma domani potrei perdere".

Ce ne sarebbero altre, di indicazioni possibili. Come quella di ritagliarsi un tempo per ognuno e di non forzarli alla condivisione dei loro spazi e dei loro giochi.

Ma quel che ritengo essenziale è il rendersi conto di ciò che si ha per le mani.

Un rapporto sano, forte e positivo con il proprio fratello è un dono prezioso per un figlio, il regalo di una vita.

Certo, come andranno le cose non è dato sapere, perché ogni persona ha il proprio carattere e la compatibilità tra i nostri figli non è programmabile.

Ma un genitore, a mio avviso, ha un ruolo in quest'opera. Può mettersi in ascolto, permettere alle emozioni di emergere, può insegnare a stare nel conflitto, e attraverso il conflitto costruire.

Un genitore può metterci il suo impegno e le sue cure, e, senza alimentare rivalse e invidie, può rinforzare i rispettivi punti di forza, amandoli entrambi per quello che sono.

GIULIA BASSETTI

psicologa, psicoterapeuta

TOSCANA | PISTOIA

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